A.s.d. Adesso Sport - Functional Training

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Functional training: un allenamento a 360°
Per essere in forma non solo in palestra

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L’ART Functional Training è una nuova metodologia d’allenamento studiata per allenare il fisico in maniera totale sviluppando a pieno le caratteristiche di equilibrio, agilità e propriocezione, ovvero la capacità che il corpo utilizza per muoversi ed orientarsi nello spazio anche nelle situazioni più difficili. 
Solitamente, l’allenamento in palestra viene praticato con obiettivi ben precisi. Il bodybuilding serve a potenziare le doti di forza assoluta ed ipertrofica creando un fisico più muscoloso e robusto in grado di esprimere maggior forza in gesti atletici specifici. Allenarsi prevalentemente su sport di resistenza come la corsa su strada o in palestra con attrezzi speciali tipo run o cyclette significa prediligere la componente della forza resistente al fine di migliorare le prestazioni di lunga durata, da 1 ora in su. Praticare attività fisica, dunque, significa migliorare il gesto atletico specifico in base allo sport praticato (corsa, nuoto, sci) e specializzare il corpo verso un tipo di lavoro che a grandi linee si può raggruppare in due categorie: attività di forza di resistenza. Quasi mai però, viene presa in considerazione la possibilità di migliorare delle caratteristiche come l’equilibrio, l’agilità o la propriocezione comuni a tutti gli sport. Doti come queste, vengono sviluppate e potenziate solo nei casi in cui se ne ravvede la necessità o per migliorare le prestazioni nel gesto atletico specifico (si pensi agli esercizi sulla tavoletta instabile eseguiti nella preparazione per lo sci da discesa) o per recuperare la funzionalità di un arto o di una specifica area corporea a seguito di inattività o infortunio. Il corpo umano è un complesso sistema neuro muscolare che si attiva tramite una serie di impulsi nervosi. Tutte le sensazioni tattili, visive o di qualsiasi altro genere percepite dall’organismo, vengono convertite in segnali informativi che si spostano verso il Sistema Nervoso Centrale che a sua volta le elaborerà e le userà per dare equilibrio al corpo. Quando c’è un infortunio su un arto, le afferenze propriocettive (i segnali che viaggiano verso il SNC) si interrompono causando una possibile perdita di equilibrio sull’intera struttura corporea o su una zona del corpo limitata.functional 
Il Functional Training è un’attività sviluppata nell’ambito del progetto Fiteducation® e si propone di creare un allenamento ad ampio spettro che, oltre alle caratteristiche fisiche classiche di forza, ha il compito di sollecitare anche lo sviluppo di equilibrio e agilità. Contrariamente alle classiche attività di rieducazione neuro-muscolari, il Functional Training mira a creare una sessione allenante che, oltre ad essere efficiente sotto il profilo biomeccanico e funzionale, sia anche efficace sotto il profilo calorico. Una seduta di Functional Training si traduce in un consumo calorico che da dalle 400 alle 600 Kcal per ora di allenamento, a seconda degli esercizi e le modalità allenanti scelte.

Quando si subisce un infortunio che limita in alcuni gesti motori, per recuperare si è costretti ad eseguire un lavoro specifico che riporti l’arto in condizioni normali. Il lavoro supplementare su questa specifica parte corporea contribuirà a riqualificarlo dal punto di vista funzionale e ne amplificherà le competenze nel campo dell’equilibrio. Se un lavoro supplementare limitato nel tempo e focalizzato su una singola parte corporea è in grado di aumentarne le potenzialità di equilibrio, tanto più è efficace per tutto il corpo una attività fisica come il Functional Training Ginnastica Funzionale Globale. Essa si prefigge di allenare tutto il corpo con esercizi multi-articolari, senza l’ausilio di macchine, in modo tale da migliorare le capacità stabilizzanti. Per farlo, ci si avvale di attrezzi alternativi in grado di creare sovraccarico funzionale con l’obiettivo di sviluppare e potenziare la muscolatura corporea. Il Functional Training crea delle condizioni di lavoro altamente instabili che obbligano il corpo a compensare questa condizione potenziando le doti di equilibrio a disposizione. Per questo motivo, nell’allenamento funzionale sono bandite tutte le macchine guidate o a cammesperché riducono sensibilmente l’uso e l’utilizzo dei muscoli stabilizzatori.

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Quando si esegue un movimento, oltre ai muscoli specifici necessari a sollevare il peso, il corpo mette in funzione una serie di muscoli supplementari chiamati appunto stabilizzatori che hanno il ruolo fondamentale di riequilibrare il peso durante il ROM (Range Of Motion) – vedi Macchine o Pesi Liberi?. L’utilizzo dei macchinari da palestra guidati, tende ad annullare la componente instabile insita in ogni esercizio prediligendo di contro l’esaurimento muscolare della specifica area allenata. Il Functional Training vuole invece fare esattamente l’opposto. I vari esercizi eseguiti a corpo libero 

o con l’ausilio di attrezzi particolari, hanno l’obiettivo di creare delle condizioni fortemente instabili in modo da rendere il movimento il più difficile possibile sotto il profilo dell’equilibrio. È per questo che ogni gesto atletico richiede la sinergia di molti muscoli. Nella ginnastica funzionale, non esistono esercizi di isolamento o mono-articolari: i gesti compiuti sono tutti multi-articolari. Questo è sicuramente un vantaggio, oltre che funzionale anche pratico. Con un unico movimento, si riescono ad allenare molti muscoli e ciò significa ottimizzare i risultati, riducendo contemporaneamente i tempi di allenamento. Un lavoro di 1 ora di ginnastica funzionale è più che sufficiente per creare un ottimo effetto allenante. Ripetendo le sedute per 2 o 3 volte a settimana, si riesce a creare un modulo di lavoro veramente efficace. È naturale che quando si eseguono gli esercizi dell’allenamento funzionale il peso diventa soltanto una componente dell’allenamento. L’obiettivo non è sollevare carichi sempre più pesanti bensì fare esercizi sempre più instabili. Una volta creati gli automatismi su un determinato gesto motorio, per progredire nel grado di difficoltà sarà utile agire anche sulla componente del peso, ma sempre in maniera complementare e mai fine a se stessa. 

  


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